Concerto da solo (piano e chitarra). Festa della Scienza
20 maggio 2017
21:00
ANDRANO (Le)
Castello
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L’amministrazione di ANDRANO presenta la VIII ediz. de “La festa della Scienza“.
A conclusione della due giorni, ci sarà il concerto di Luigi Mariano.

 

Luigi Mariano:
voce, piano, chitarra acustica, armonica.

 

Luigi presenta al Castello di Andrano soprattutto l’ultimo fortunato CD di brani inediti, “Canzoni all’angolo” (2016, Esordisco ediz.), che ha vinto l’anno scorso il “Premio Lunezia doc” 2016 a Marina di Carrara e che ha ricevuto il Premio Civilia “Zingari Felici”, come miglior CD salentino del 2016.

Non mancano, nello spettacolo, varie canzoni tratte dal precedente album, “Asincrono” (2010), giunto alla sua quarta ristampa, un CD ironico e frizzante, con venature sociali e intimistiche, vincitore di vari premi tra cui il Premio Bindi 2011 (miglior testo per il brano “Edoardo”) o il Premio Daolio 2010 (per il brano “Il negazionista”).

 

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LE MIE IMPRESSIONI:
“REUNION” col Prof alla FESTA DELLA SCIENZA di Andrano.

Dopo 24 anni, l’incontro.
Eccomi con lui: prima, a concerto finito; e, subito dopo, a cena. Indimenticabile. Sono tornato indietro al me ragazzino, diciannovenne, timoroso dei professori con la loro (presunta) fama di cattivi, che segavano agli esami. Invece il professor Pino Màcino, scienziato di fama internazionale per i suoi geniali studi sull’RNA, è l’essenza della semplicità. La sua figura (comunque ancora elegante) ha perso del tutto ogni accenno di severità, trasformandosi in qualcosa di nettamente morbido e rassicurante.
Come cambia le cose/ la luce della luna” (cit. Fossati)
O forse eravamo noi che a 19 anni guardavamo la vita in modo diverso. Dev’essere così. Come quando, in tempi recenti, sono tornato in località “Le Cenate”, sulle tracce del ragazzino della casa rosa (che non ho trovato) e ho scoperto piuttosto come la villetta da noi presa in affitto per cinque estati (anni ’80) e nei cui dintorni scorrazzavo senza sosta dietro a un pallone, fosse minuscola: il vialetto cortissimo, la casa davvero non così sconfinata, come nella mia mente era invece rimasta impressa.
Capita a chiunque, da adulto, torni sui luoghi d’infanzia.
Così come capita anche di ridimensionare le proprie paure.

Il professor Macino è stato gentile, cordiale ed affettuoso.
È stato lui per primo, quando ancora non era iniziato il concerto, a tendermi la mano sul palco, da giù, per un iniziale saluto.
Credo gli avessero parlato di me.
Si è seduto e s’è gustato tutto lo spettacolo, dall’inizio alla fine.
E quando, dopo l’ultimo brano, è venuto con affetto a salutarmi, mi ha detto: “Ho capito, durante le canzoni del concerto e dai tuoi racconti (specie dall’intro a “Edoardo”, suppongo – n.d.L.) che poi Medicina l’hai lasciata. Visto quello che ho ascoltato stasera e vista la sostanza che ho potuto avvertire in te, sia musicalmente che come persona, credo tu abbia trovato la tua strada“.
Sono state parole semplicissime, ma per me importanti.

Grazie a Ivan, per quest’opportunità.
Grazie alla Festa della Scienza.
Grazie ai miei grandi amici Francesco e Paola, che amo.

 

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Scaletta del Castello di Andrano

SE NE VANNO
FA BENE FA MALE
L’isola che non c’è (Bennato)
COME ORBITE CHE CAMBIANO
L’OTTIMISTA TRISTE
CANZONI ALL’ANGOLO
QUELLO CHE NON SERVE PIU’
La leva calcistica (De Gregori) – al piano
ASINCRONO
La canzone dell’amore perduto (Faber)
MILLE BOMBE ATOMICHE
INVERNO 2063 – al piano
IL NEGAZIONISTA
QUESTO TEMPO CHE HO
EDOARDO
L’ORA DI ANDAR VIA

Ritrovarsi dopo 24 anni: io e il prof. Macino, mio docente di Biologia al primo anno di Università (’92-’93)