CONCERTO da solo
25 novembre 2009
21:00
FIRENZE, "Opera et gusto"
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Opera et gusto
presenta

 

LUIGI MARIANO
concerto

 

 

LE MIE IMPRESSIONI:
Cosa c’è di meglio che partire in viaggio in macchina con Nicco Verrienti e Giulia Led, che vanno a trovare dei parenti a Firenze e dunque mi portano con sé, un tranquillo mercoledì di fine novembre? Nulla! Si parte già bene, si parte già in famiglia, con gente di casa. All’entrata di Firenze mi aspetta (manco a farlo apposta) un’altra sorellina vera, Marilena Catapano, che dopo aver consegnato una mappa precisissima a Nicco e Giulia (e io li saluto con affetto), mappa con disegnata la strada più breve per Firenze-centro (loro mèta), mi fa montare in macchina e mi porta spedita a Bagno a Ripoli, a casa sua e di Lorenzo Piscopo. E lì mi sfama con un pranzetto favoloso a base di “gnudi” (pallucce di acqua e farina ripiene di ricotta e spinaci) e di tantissime altre cose preparate col solito amore e con la solita dovuta cura. Ma come fai a non sentirti a casa, con simili persone care?
Dopo pranzo arriva poi, anche per me, una scoperta decisiva: il “ginger” (lo zenzero)! A un certo punto vedo le mani di Mari che pelano una specie di patata, poi ne tagliano un pezzetto (che a quel punto ha però l’aspetto di un pezzo di mela sbucciata), lo grattugiano manco fosse parmigiano e poi, con quella poltiglia anche un po’ filamentosa, preparano un succo-infuso utile per una tisana. La bevanda calda che bevo, che mi ristora non poco, mi procura un delicato “pizzicorio” in gola, come fosse blando peperoncino. Ma da lì a poco… i muscoli della mia gola e delle mie corde vocali sembrano all’improvviso più elastici!! Ma che magia è questa? E la sera, in concerto per più di due ore all’ “Opera et gusto”, il vostro Luis sfodererà finalmente una voce intonatissima, come per lui non si sentiva dal ‘43! Viva lo zenzero, anzi: il ginger (all’inglese), da me subito ribattezzato luiginger!
In quel mentre lì a Bagno a Ripoli, da Lorenzo e Mari, arrivano (in macchina, ma senza entrare da noi, a sorseggiare le nostre tisane allo zenzero) Fabrizio Moro, col bassista Fabrizio Termignone e gli altri della band: Lorenzo infatti, che è un grande chitarrista e anche liutaio, ha messo a disposizione alcune sue chitarre per la registrazione del CD di Fabrizio Moro. Non possiamo però neanche salutarli, perché appunto vanno di fretta e non entrano in casa. Ma il caro Termignone, che conosco perché tra l’altro l’ho incontrato a tanti concerti del mio “fratello cassarmonica” Daniele Sarno (di cui pure è bassista), non immagina lontanamente che in casa di Lorenzo ci sia pure io.
Da lì a qualche minuto comunque saluto Mari e Lorenzo (momentaneamente) e prendo un bus per Firenze-centro: a due passi dal Duomo sarò infatti ospite, per quella notte, dei meravigliosi Flavio e Gabriella, famosi (oltre che per l’accoglienza che mi tributano quando suono a Firenze) anche per avere la finestra della propria camera da letto a poche decine di metri dalla Cupola del Brunelleschi. Un quadro in camera, praticamente.
Dopo un po’, Flavio mi consegna le chiavi di casa e io mi dirigo subito all’ “Opera et gusto” per il check. Resto stupefatto dall’estrema eleganza del posto: un ristorante d’alto livello, coi drappi rossi teatrali che pendono dalle pareti, i tavolini raffinatissimi, il palco molto rialzato e bellissimo sul fondo, l’acustica eccellente, il fonico gentilissimo e in gamba!
Ma che cos’è, un sogno?? Eleganza e… gusto, appunto: mai pacchianeria.
Gestisce il posto Piera Dabizzi, una bella attrice neanche 40enne, che è piena di garbo e stima nei miei riguardi, e alla fine della serata mi riempirà pure di tanti complimenti.
Dopo il veloce check (il suono in sala è perfetto) e mentre assaporo una squisitezza incredibile al tavolo, preparo subito le scalette, secondo le indicazioni di Piera, su 3 fogli.
Ci dovranno essere infatti 3 momenti: i primi due più brevi, di circa 20’ l’uno, con pausa.
L’ultimo, dalle 22:30 in poi, più lungo, anche di un’ora e mezza. Beh, ragazzi, che vi devo dire: la voce era dalla mia parte (santo fu il luiginger) e dunque sono andato liscio a cantare 30 canzoni senza neanche accorgermene! Ero in forma. Ho attinto dalle “mie” (una decina le ho fatte), ma anche da brani famosi mai suonati dal vivo come “Povera Patria” di Battiato o “Invece no” di P. Daniele. E ancora: Fossati, De André, Bennato, De Gregori, Battisti, B. Dylan, Pink Floyd, Modugno (a mezzanotte è partita “Vecchio frac”), Gaber, Springsteen. Mi piaceva talmente tanto il suono sul palco che avrei continuato ancora a lungo.
M’ha fatto un piacere estremo abbracciare Daniela e Alessio, accorsi da Prato, ma anche l’attrice Chiara Ciofini, dolcissima, che ci ha tenuto a venire apposta a sentirmi e a conoscermi, e mi ha detto delle cose carine da morire.
E’ stato poi stupendo tornare a piedi verso casa di Flavio, perché dovevo per forza passare dal Duomo e dal Battistero. E a quel punto, dato che la serata non era fredda, mi son fermato 10’ a osservare quelle meraviglie, che mi hanno riempito il cuore.
Stanchezza zero. Anzi: zen-zero.