CONCERTO da solo
28 marzo 2009
21:30
CALCATA (Vt), "Grotta dei germogli"
Google Map

La “Grotta dei Germogli”
presenta

 

LUIGI MARIANO
concerto acustico

 

 

 

 

___________________________

 

 

LE MIE IMPRESSIONI:

Calcata non esiste, non esiste, non esiste. No, non è la strofa aggiuntiva de “Il negazionista”. Calcata non esiste perché non può esistere: non è un pensiero razionale. E’ frutto di pura fantasia, è un sogno, un’immagine, un ricordo lontano delle fiabe d’infanzia, popolate di elfi e fate, gnomi e draghi, che sputano fuoco dalle mura dei castelli o che si nascondono nelle grotte di pietra. Un posto che non c’è, se non nella mente di qualche fervido poeta visionario.
Basti pensare che per raggiungere questo “non luogo” arroccato sul dirupo, la mia macchina ha dovuto imboccare (di sera, sotto la pioggia, senza una sola luce a illuminar la strada) dei pericolosi tornanti non già “in salita”, come ci si aspetterebbe dirigendosi verso un luogo in altura, bensì in discesa, segno evidente che trattasi di un sogno. E, mentre percorrevo in discesa questi tornanti micidiali, con in macchina le mie due allibite compagne d’avventura Fabiana e Valentina, mi accorgevo sempre più stupito che piano piano s’innalzavano sopra di noi le pareti delle montagne, come in un viaggio al centro della terra. E di colpo… eccola, Calcata, illuminata da luci gialle e spettrali, col suo profilo notturno inquietante e spaventoso, che avrebbe scatenato orgasmi multipli in Poe e in Lovecraft. Eccola Calcata, terribile e bellissima, affascinante come tutti i sogni.

Superando a piedi la porta d’ingresso al borgo medievale, comincia una salita tortuosa e stretta.
Fabiana e Valentina, ufficialmente lì con me come carissime “amiche”, ma in realtà subdolamente trascinate a tradimento in veste di “assistenti” (fotografe, portantine, tecniche, reporter, giornaliste, eccetera), mi aiutano a portar su le poche cianfrusaglie che poi serviranno per suonare: reggichitarra, jack vari ed eventuali, microfono, capotasto (uff, che fatica portare il capotasto!), plettri (pesantissimi!), accordatore. Io invece porto la chitarra. Il resto, asta compresa, dovrebbe trovarsi in Grotta. Arriviamo all’ingresso della “Grotta dei Germogli” e iniziamo a scendere: oh, ma è proprio una vera spelonca! Dentro è piccolo, confortevole, pieno di candele e di tanti angoletti da fiaba, il soffitto è basso basso ed è… tutto in roccia!

Saluto Margherita, Pancho e Beatrice, i 3 padroni di casa, che mi accolgono e mi danno indicazioni.

Il (pur semplice) soundcheck comincia però malissimo, perché una delle due piccole casse non ne vuol sapere di funzionare. Dopo un po’, quando sto per perdere davvero la pazienza e la speranza, inizio a pensare che, in fondo, le cose… si aggiustano sempre. Insomma, Luis, datte ‘na calmata e prendilaaaaa come viene, anche se incappi in un giorno no! Ma che le scrivi a fa’ ‘ste canzoni, se poi non te la mangi, quell’idea che hai dint ‘a capa?? Ok, ok, mi calmo subito. E infatti la cassa comincia a funzionare. Logico, no? Mi siedo a mangiare pasta radicchio e gorgonzola con Valentina e Fabiana, dopo aver chiacchierato piacevolmente con l’amico Fabrizio Formicone, cantautore (a me affine per molti aspetti), che è accorso a sentirmi e che mi stima molto. Maura Mareri e gli altri amici da Roma non sono ancora arrivati, ma sono già le 22:30, si sta facendo tardi, mi raggiunge una simpatica cantante-attrice, che m’invita con estrema gentilezza a cominciare lo spettacolo, perché lei è venuta a sentirmi e io in fondo sto troppo snobbando i presenti per aspettare gli amici da Roma. Allora inizio, col mio brano sulle paure e sulle psicosi persecutorie della folla.

 

L’UNTORE
THE WRESTLER (Bruce)
IL GIORNO NO
IL SINGHIOZZO
SOLO SU UN’ISOLA DESERTA
IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA
RAI LIBERA!
QUESTO TEMPO CHE HO
ASINCRONO
NON SO PIU’ (Gaber)
IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber)
SALGO SU
ALMENO UN GRIDO
IL NEGAZIONISTA
BOBBY JEAN (Bruce)
IL FANTASMA DI TOM JOAD (Bruce)
L’ODORE (Gaber)
CANZONE DI ROTTURA

bis:
THE WRESTLER
IL SINGHIOZZO

A metà concerto chiamo a cantare non già l’assente (giustificato) Valerio Billeri, impossibilitato a partecipare alla serata, bensì il presente Fabrizio Formicone, che esegue una sua canzone molto poetica. In mancanza di leggìo, beh… sono stato io il suo leggìo vivente, reggendogli in piedi il foglio con gli accordi.

Maura e gli amici romani arrivano esattamente a metà concerto, mentre sto cantando ASINCRONO.
E’ emozionante per me salutare con gli occhi Maura, mentre lei agita le mani: non la vedo da anni, ma mi è sempre nel cuore.
Alla fine mi va di concludere con la goliardata autoironica di “Canzone di rottura”, ma siccome l’aria del locale spinge affinché io continui, il bis nasce spontaneo e ricanto la mia amatissima “The wrestler” in italiano, dedicandola a tutti i mutilati nell’animo.

Il concerto è finito, ma tutti vogliono ancora a gran voce “Il singhiozzo” (mai avrei pensato, quando la scrissi, che avrei cantato tante volte ‘sta canzone!).
Insomma: si finisce anche stavolta con un bell’…….HIC!

Fine del sogno, ciao Calcata.