Concerto in duo con Gaetano Cortese
14 agosto 2014
22:00
TRICASE PORTO (Le), "La Rotonda"
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La Rotonda” di Tricase Porto
presenta:

 

Luigi Mariano: voce, chitarra acustica, armonica.
Gaetano Cortese: voce, chitarra acustica, armonica.

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Una delle giornate più torride dell’anno (forse la più afosa in assoluto), ma la vicinanza del mare e delle ore serali hanno quietato i bollori non di poco: sennò saremmo davvero morti stecchiti sul posto.
Suonare con il “faùgno” estivo spezza le braccia.
Il duo con l’amico Gaetano Cortese mi diverte assai e lo ringrazio di cuore di invitarmi spesso a fare questi spettacoli con lui. Le nostre scalette sono in genere varie e alternate, sempre un po‘ “asimmetriche” (viva le parole sghembe e sdrucciole).
La gente era assiepata sulle gradinate del semi-anfiteatro che si affaccia sulla “rotonda” e ha ascoltato con grande simpatia e affetto, guardando sia noi che il mare e la luna: tre spettacoli in uno.
La scaletta è filata via liscia e frizzante al contempo, così ho buttato là qualche inedito (giusto per vedere l’effetto). Ho suonato due canzoni per l’attore suicida Robin Williams (una cover, dedicatagli col pensiero, e una mia, specificandolo invece a voce al microfono).
L’imprevisto della serata però in genere non manca mai (sennò dove sarebbe il bello dei “live“?). Dopo i due topini sui fili elettrici della piazzetta di Bagnolo il 9 agosto, è stata invece la volta, a Tricase, del VENTO. Non era affatto costante, ma traditore e improvviso, a folate inaspettate e repentine. Fortissime e caldissime. Squassanti. Il pur pesante raccoglitore coi testi (raccoglitore che io non amo, ma che, facendo spesso spettacoli sempre diversi uno dall’altro, a volte “mi costringo” a portare: le parole da ricordare, a volte non mie, sono infinite) è stato più e più volte sradicato dal leggio, sbatacchiato verso l’alto, nonostante due (esili, devo dire) “mollette della nonna” a tentare di bloccare inutilmente le pagine. E chi s’immaginava un vento così forte…?? Sennò mi sarei portato dietro un’intera SCATOLA di mollette e magari pure altri tipi di imbracature improbabili per il leggio. A un certo punto, nel bel mezzo di una canzone, vari oggetti hanno preso il volo contemporaneamente: raccoglitore, capotasto, plettro, mollette e persino il tappo anti-feedback per la buca della chitarra (che non avevo inserito, perché non ce n’era bisogno, ed era poggiato sul leggio). Ho seguito sconsolato il “volo” degli oggetti, che sembravano essere stati strappati via da un tornado. Qualcuno, gentilmente, li ha ritrovati sparpagliati per tutta la rotonda e me li ha riportati, giusto per la fine del brano in questione. Appare incredibile, ma non s’è perso nulla.