CONCERTO da solo (festa privata)
18 luglio 2009
21:30
BOLOGNA, festa privata in un casale
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Concerto per una festa privata
(neosposi: Santo e Cristina
e neolaureata: Antonella)

 

 

LUIGI MARIANO
concerto acustico
voce, chitarra e armonica

 

 

con
Gianluca Ricciato al basso

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Nel giro di una sola notte, la temperatura a Bologna si abbassa di 7 gradi e sparisce l’umidità. Devo suonare stavolta in una festa privata. Ci sono di mezzo una coppia di neosposi (Santo e Cristina) assieme a una neo-laureata (Antonella). In una sala del casale sono sistemati, ai lati, i tavoli col cibo e le bevande, mentre sul fondo c’è un palchetto ben rialzato, sul quale io e Gianluca (che mi accompagnerà al basso in 5 miei pezzi, in modo sorprendente e impeccabile) portiamo gli strumenti e gli ampli, facendo un minimo di souncheck. Il mio concertino parte verso le h 23, con Gianluca al basso nei primi 5 pezzi, provati in nottata. Va tutto molto bene. Quando però Gianluca mi lascia solo a continuare lo spettacolo e io attacco a cantare “Io non mi sento italiano”, succede il patatrac: un rumore gracchiante e fastidioso accompagna la mia voce mentre esce dall’ampli. Mi trovo nelle condizioni di dover quasi interrompere il pezzo, ma tiro avanti fino alla fine, nascondendo l’imbarazzo. In poche parole: è saltato l’ampli della voce. L’unica soluzione è attaccare il microfono della voce a un Marshall di un’altra chitarra, con le pessime conseguenze sonore che si possono immaginare. Altre soluzioni non ce ne sono, a parte (e per un attimo m’è anche balenato in testa) interrompere il concerto appena iniziato. Ma non me la sento di arrivare a tanto. E dunque, molto seccato per l’inconveniente, sono costretto a continuare. Vado avanti fino alla fine, stringendo i denti più che posso, Gianluca dopo un po’ torna al basso e mi accompagna in altri brani, a volte improvvisando, a volte cantando lui stesso al posto mio (“Panama”, “Mettimi giù”, ecc). L’atmosfera vira piano verso il goliardico, quindi a quel punto ci sta tutto. Finisco, abbastanza contrariato per la bassa qualità sonora che ho potuto garantire, anche se felice di aver accontentato il neo sposo (gaberiano), soprattutto accennando “Io se fossi Dio” del sig. G.