incontro con ragazzi e adulti del Centro Salute Mentale
15 Aprile 2019
15:00
TORRE MAURA (Rm), via delle Pispole

Incontro coi ragazzi del “Centro Salute Mentale
di Torre Maura (Roma)
via delle Pispole, 1

 

 

brani eseguiti:

IL SINGHIOZZO
EDOARDO
IL FANTASMA DI TOM JOAD (Springsteen)

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AL “CENTRO di SALUTE MENTALE“.
Roma, Torre Maura, 15 aprile 2019

 

Nella mia vita artistica avevo avuto incontri con ragazzi delle superiori (una volta a Francavilla Fontana), delle medie (due volte a Monteroni e una a Galatone) e delle elementari (a marzo a Galatone), ma non mi era mai capitato di essere invitato in un Centro di Salute Mentale. Di questa opportunità, per me unica ed emozionante, devo ringraziare di cuore Daniela Di Renzo, che mi ha invitato a Torre Maura il 15 aprile 2019.

Non ho mai saputo che genere di disagi avessero le dodici persone (giovani e anche adulti) che mi son trovato di fronte in quella stanza dai colori pastello. Ma ho capito presto che non avesse alcuna importanza saperlo. Ho potuto pertanto parlare normalmente, senza condizionamenti, del mio percorso di vita e artistico, come se avessi davanti persone senza particolari problemi. È stata la cosa più saggia da fare. Tra l’altro ho trovato, nel gruppo, un pianista e un chitarrista. Tutti loro stanno preparando, per dicembre, uno spettacolo al Teatro di Tor Bella Monaca, nell’ambito di un progetto specifico che li riguarda.
Avevo molta voglia di conoscere e ascoltare le loro storie, ma in quel momento il mio ruolo era un altro, il “protocollo” prevedeva che il protagonista dovessi essere io e che il riserbo sulle loro vicende personali dovesse essere rispettato. Perciò ho solo risposto alle loro domande, selezionate su un foglio e poi lette da uno di loro, improvvisatosi intervistatore: all’inizio timido e impacciato, poi via via sempre più “nel ruolo” e infine del tutto a suo agio. Ho illustrato alcuni aspetti (sia tecnici e sia emotivi) della mia attività, soddisfacendo alcune loro belle curiosità. E soprattutto ho raccontato i miei, di disagi: era la cosa che mi premeva di più. In fondo non li ho sentiti poi così diversi da me, o almeno: da come ero e da come, in parte, “sono stato”. Ho spiegato poi che, per un timido come me, andare in scena davanti a un pubblico diventa davvero terapeutico, perché (sia nel teatro e sia nella musica) ti obbliga ad apprendere presto come “occupare lo spazio” su un palco: una roba che, per chi ha pudore anche solo di farsi vedere o di invadere (preferendo piuttosto nascondersi e restare in disparte, “all’angolo”), non risulta affatto scontata. Mentre raccontavo questa faccenda dell’occupare lo spazio, la fotografa Eliana Casale ha colto e catturato il mio ampio gesticolare (vedi foto).

Ho voluto cantare due mie canzoni che esprimessero al meglio i miei disagi: “Il singhiozzo” ed “Edoardo“. Poi qualcuno, appassionato di Springsteen, mi ha chiesto un brano di Bruce e ho cantato “Il fantasma di Tom Joad“.

L’incontro è filato via in modo molto sereno e simpatico, tutt’altro che cupo, anzi molto amichevole, rilassato e piacevole. So che hanno molto apprezzato e questo mi fa felice. Ho percepito risposte emotive notevoli, anche da parte di alcuni particolarmente “chiusi a riccio” nel loro mondo, con lo sguardo basso, che invece hanno rivolto cuore e attenzione verso di me, in piccoli grandi gesti d’apertura, quasi miracolosi.
Questa bella energia mi è arrivata tutta.
Mi ha fatto capire, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che anche interrompendo gli studi medici in fondo con la musica e l’empatia posso in parte ugualmente lenire (non mi azzarderei a dire curare) il dolore degli altri.

 

 

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F O T O   di  Eliana Casale

 

“Il singhiozzo”

“Il singhiozzo”

occupare lo spazio

“Edoardo”