Omaggio a Gaber – Chiedo scusa se parlo di Giorgio
16 agosto 2014
21:30
LEUCA (Le), Lungomare Colombo
Google Map


L’amministrazione comunale
di CASTRIGNANO del CAPO
presenta:

 

“CHIEDO SCUSA SE PARLO DI GIORGIO”
Omaggio al sig G

 

Luigi Mariano:
voce, chitarra.

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

La serata di Leuca, pur molto bella, è stata finora, per me, la più difficile da gestire, del tour estivo. E questo non solo per via del pensiero forte, che andava al pianista romano Giuliano Valori (la sua brusca scomparsa m’ha colpito moltissimo), ma anche per un vento stavolta meno improvviso e traditore rispetto a Tricase, ma di fatto molto più costante e fastidioso, che tendeva alla lunga a girare le pagine del leggio.
In realtà il luogo del palco, pur a dir poco incantevole (il mare davanti, sulla mia destra, le lucine, le colline, la luna, il faro in lontananza: un sogno), era però davvero un po’ “di passaggio”, perché messo di traverso su una rotonda affollata del lungomare, in un denso sabato sera d’agosto, in cui erano tutti a passeggiare. Quindi: di orecchie ne ho avute tantissime e la qual cosa non m’è dispiaciuta affatto! Ma certo lo spettacolo ha appena un po’ patito i rumori e il chiacchiericcio tutt’attorno (comunque non assordante e discreto). Questo, per la prima volta quest’anno, non l’ha dunque “immerso” nell’intimità assoluta e nel silenzio religioso che gli sono consoni e di cui in genere sempre gode. Mi è però piaciuto moltissimo fare quest’eccezione alla regola, anche perché l’assessore ci teneva parecchio, oltre che a Castrignano del Capo (il 22 agosto), a portare lo spettacolo anche sul lungomare di Leuca.
Del resto tutte le persone che invece erano sedute davanti a me (e non a passeggiare sul corso accanto) sono state eccezionalmente attente, trasmettendomi grandissima carica, stima e affetto. Ed è chiaro che ho suonato e recitato soprattutto per loro. Aumentavano minuto dopo minuto e ci sono stati in particolare alcuni momenti (“La strana famiglia“, “Non insegnate ai bambini“, “Qualcuno era comunista“, “Cos’avrebbe detto Giorgio?” o il lungo e trascinante medley finale) in cui, tra il pubblico, c’è stata un’intensità del tutto paragonabile a quella di Torre Vado, Miele e Bagnolo.
Mi ha fatto piacere l’abbraccio finale col caro cugino Gianluca Nico (che frequenta ormai, per amore, il famoso “Capo di Leuca”) e i complimenti sinceri e appassionati di un elegante signore milanese, che Gaber lo conosceva davvero bene già dagli anni ’60 e che mi ha voluto ringraziare più volte con calore e trasporto.
PS: la mano verso il cielo qui in foto non è un saluto, ma credo stessi gesticolando (“gli italiani sono i più bravi a parlare coi gesti“) per indicare i “gabbiani ipotetici”. Che poi siamo sempre noi: eternamente dissociati.