Omaggio a Gaber – Chiedo scusa se parlo di Giorgio
9 agosto 2014
21:30
BAGNOLO del SALENTO (Le), Piazza Castello
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L’amministrazione comunale
di BAGNOLO del SALENTO
presenta:

 

“CHIEDO SCUSA SE PARLO DI GIORGIO”
Omaggio al sig G

 

Luigi Mariano:
voce, chitarra.

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Un’altra serata-gioiello ieri a Bagnolo, per me davvero indimenticabile, da tutti i punti di vista: palchetto delizioso col tappeto rosso, ben illuminato, lampioni spenti, piazzetta molto più che incantevole, gremita in ogni ordine di posto, molte persone rimaste in piedi (dietro e ai lati), calore, attenzione, partecipazione (c’è speranza, allora, per la nostra “libertà”, sempre umiliata), ma soprattutto… tanta “sete d’ascolto” e molta “fame di parole dense“.
Nel cielo di fronte a me, mentre cantavo, un plenilunio da favola.
Un’amministrazione giovane (sia anagraficamente che per esperienza politica), ma così entusiasta, volenterosa e capace, ha inaugurato la magica Piazzetta Castello (appena risistemata e tirata a lucido), proprio in concomitanza del mio spettacolo: avevo una bella responsabilità davanti alla cittadinanza e ai turisti accorsi, tra i quali le mie care amiche “romane” Rosalba Santoro e Nadia (che ha scattato la foto in basso). La presenza del mitico prof Marcello Centonze e della sua famiglia è stata una sorpresa gradita, inattesa.
Per fortuna il pubblico ha risposto alla grande da subito e s’è creato un feeling molto forte per tutto il tempo, anche durante i monologhi, che ho voluto stavolta parecchio sfrondare da recitazioni troppo istituzionali, rendendoli un po’ più veri e comunicativi, più colloquiali: cercavo molto la gente, con gli occhi (stavolta, nonostante le luci basse in platea, li vedevo!). Volevo cercare di comunicare come fossimo a casa. Ho cambiato d’istinto, pochi istanti prima, le parole di “Cos’avrebbe detto Giorgio?”, per la prima volta (rispetto al testo originale del disco), mettendo da parte Falluja, almeno per il momento, e adattandole a quello che sta succedendo in Palestina. Continuerò a cantare il brano in questo modo: mi pare doveroso e più attinente all’attualità.
Il fuori-programma è arrivato al primo monologo della serata: un brusio improvviso, incomprensibile e preoccupante, ha serpeggiato per svariati istanti tra il pubblico (specie tra le prime file, ma non solo), che guardava in alto, un po’ preoccupato. Non ho perso la concentrazione e ho deciso lì per lì di non interrompere il monologo e di non guardare alle mie spalle (credevo ci fosse un aereo parecchio strano nel cielo). Credo d’aver fatto bene a continuare, perché sui fili elettrici, in alto in alto (l’ho saputo alla fine), c’erano invece due topi a rincorrersi allegramente, generando un po’ di panico in platea tra i “musofobici“. Si è comunque trattato di attimi e poi tutto è rientrato.
Le stupende parole finali del sindaco Sonia Mariano e il suo dolce omaggio floreale (una donna che omaggia un uomo con bellissime roselline e girasoli continua ad avere del poetico assai, al di là della simpatica e casuale “cognominia”) mi hanno spiazzato non poco. Grazie a Bagnolo, a chi continua a comprare il mio disco (anche la terza ristampa oramai è agli sgoccioli) e grazie a chi s’è fatto davvero il famoso “mazzo” per realizzare nel migliore dei modi questo spettacolo, ossia Giuseppe Vanzanelli.