Ospite dei “The Backstreets”
5 giugno 2005
22:30
ROMA, "Radio Londra Caffè" (futuro ConteStaccio)
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Il “Radio Londra Caffè
(futuro ConteStaccio)
presenta

 

 

“THE BACKSTREETS”
tributeband di Springsteen
…e altro

 

 

ospite con 1 brano:
Luigi Mariano

 

 


Il desiderio (The wish)
Springsteen in italiano

 

 

Audio dell’esibizione:

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Appena arrivati, l’atmosfera del locale è già magica, perché il Radio Londra è già stracolmo di gente. Adoro quell’atmosfera da music-bar, soprattutto da quando non ci sono più le sigarette: si può respirare a pieni polmoni. Una meraviglia. E poi mi sono accorto, entrando, che ormai là dentro siamo un po’ tutti amici. Mi sono sentito come quel musicista che, quando entra nei locali, si ferma a chiacchierare ora con un bassista, ora con un pianista, ora col tale cantautore, ora con uno del pubblico che lo ferma per fargli i complimenti (nel mio caso sugli adattamenti in italiano), ora con un chitarrista che ti presenta alla sua ragazza quasi come “uno famoso” (“questo è quello che ti dicevo, che….“), eccetera. Una figata, direbbero al nord. Meravigliosa la presenza dei miei amici foggiani Gianluigi Caso e Silvana Corvino.

Il set acustico iniziale (del quale facevo parte) prevedeva 5 esibizioni, quindi tutti e cinque (me compreso) siamo stati costretti a fare solo un pezzo, perché non c’era tempo. Un set acustico però davvero STREPITOSO, con gente d’altissimo livello. Un ONORE per me partecipare a un simile set. Ero letteralmente rapito ed entusiasmato da ciò che stavo ascoltando e sono salito sul palco ancora sconvolto dall’esibizione di Antonello Cacciotto, che mi ha preceduto: mai sentito nulla di simile prima d’ora (per ciò che concerne la gente che fa cover di Bruce). Un’intensità, una forza, un pathos, una passionalità, una voce che veniva non so da dove e che avrebbe sconvolto Bruce in persona. Pazzesco. Il fonico ci ha messo del suo, punteggiando alcuni passaggi chiave del cantato con effetti-eco da brividi.

Queste, nell’ordine, le cinque canzoni del set acustico, con cui è iniziata la serata:

 

1) Giacomo Dòcimo: THE TIMES THEY’RE A-CHANGING (cover di Bob Dylan).
Voce bella e modulata, moderna, emozionante, alto livello.
Un ottimo ragazzo, che sta per uscire con delle canzoni sue.

2) Franco Fosca: WRECK ON THE HIGHWAY (Bruce).
Fosca è un mitico menestrello 50enne (amico dei fratelli De Gregori), che ha voluto onorarci della sua presenza, anche se lui è più un appassionato di Dylan, come Dòcimo. E’ un bestione altissimo e robusto, coi capelli lunghi e lisci, tirati dietro a coda di cavallo. Su internet ho trovato un suo lungo racconto-autobiografia, una storia che davvero rapisce. Una sorta di viaggio meraviglioso attraverso gli anni ‘60-‘70-‘80, con gli errori di quella generazione, ma anche con tutto ciò che di buono è venuto, coi cambiamenti personali che Fosca ha vissuto. Ha cantato una versione molto interessante, da grande professionista, di un brano di Bruce dell’80. Ha avuto problemi con il reggiarmonica, che gli è scivolato via a metà brano, ma se l’è cavata da artista navigato.

3) Antonello Cacciotto: BACKSTREETS (Bruce).
Ogni commento è superfluo, ha fatto vibrare il locale, un’emozione indescrivibile. Voto 9.

4) Luigi Mariano: IL DESIDERIO – The wish (Bruce).
Ho visto la gente molto attenta e ho sentito lunghi applausi finali. Pure il mitico Franco Fosca mi ha elogiato: “Mi hai fatto venire voglia di tradurre Bruce”. Il mio scopo è portare le persone a capire meglio i testi di Bruce.

5) Valerio Billeri: ALL ALONG THE WATCHTOWER in italiano (cover di Bob Dylan).
Cantautore romano, mio caro amico. Abita nella stessa borgata di Simone Cristicchi: Quarto Miglio. Ha ultimamente pubblicato un CD, ma la sua casa discografica è minuscola e la distribuzione quasi nulla. Un bravo ragazzo. Ottimo il suo adattamento in italiano di Dylan.

Dopodiché ha iniziato la band, suonando per due ore di seguito, con la solita ironia di Tony Montecalvo, che salta sui tavoli, ma che sabato purtroppo ha dovuto fare miracoli con la voce, perché aveva una tremenda laringo-faringite. Non so come abbia fatto, il medico gli aveva detto di non cantare.

Il giorno dopo ci sarebbe stata l’epica nottata di Springsteen acustico al Palalottomatica di Roma.