SET MUSICALE al “Garlic Show” di Mauro Di Maggio
26 novembre 2007
22:30
ROMA, Lian club (S. Lorenzo)
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Il Lian Club di San Lorenzo
e Mauro Di Maggio
presentano

 

 

GARLIC SHOW

 

 

tra gli ospiti:
Luigi Mariano
quartetto

 

 

con
Andrea Baccassino (piano)
Erno (percussioni)
Gianni Donvito (basso)

 

 

4 brani eseguiti:
Il singhiozzo
Il negazionista
Percorso logico
RAI libera!

 

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Il debutto di Luigi Mariano con band al “LIAN CLUB” di San Lorenzo è stato positivo, l’impatto buonissimo.
Sono arrivato trafelato al LIAN, abbastanza tardi (verso le h22), con Baccassino alle calcagna e la chitarra in spalla. Ho subito incontrato, all’entrata del locale, Francesco Lucarelli, un bravo cantautore dalle atmosfere folk-country molto americane (un po’ Springsteen), che doveva suonare dopo di me e che mi ha salutato con affetto. Secondo promessa, gli ho lasciato in regalo i miei adattamenti in italiano del Boss. Beh, tra fan ci si capisce al volo. Gli ho chiesto se il 28 sarebbe andato a Milano, ma pare che proprio gli sarebbe risultato impossibile.
Subito dopo ho incrociato Mauro Di Maggio, il carismatico cantautore che gestisce, con grande piglio, queste fantastiche seratone del lunedì e che mi aspettava per le ultime indicazioni, anche sull’orario d’inizio. “Tu sei il primo, mi raccomando, si comincia verso le ore 22:30. Quando ti chiamo devi essere già pronto, con la chitarra accordata“. Ricevute le doverose dritte da Di Maggio, ho iniziato ad annaspare nel locale ancora semivuoto alla disperata ricerca di Gianni ed Erno, convinto che ancora non fossero arrivati. Invece erano lì da un pezzo, al piano di sotto, con gli strumenti. Sono sceso giù, ho accordato al meglio la chitarra e son stato un po’ con Bac, Don ed Erno, a cui si è aggiunto a sorpresa il mio carissimo amico Pino Angilletta, accorso all’ultimo momento a sentirci suonare, come l’altra volta al Foollyk.

Quando siamo risaliti, il locale era già tutto stracolmo di gente.
Ho incrociato e dato un buffetto sulla spalla a Momo, poi ho incontrato il mio amico Pierre Ruiz, una persona solare e un bravo cantautore francese, oramai italiano d’adozione dal ’95, così appassionato di musica nostrana da aver realizzato un CD bellissimo (che mi ha regalato) di adattamenti in francese di una decina di canzoni italiane (Fossati, Pino Daniele, Silvestri, Pacifico, Patrizia Laquidara, Povia, ecc), con uno spirito molto simile al mio per il Boss. A proposito di Bruce: Pierre è un suo fan scatenato. Mentre parlavo animatamente con Pierre, che è bassino, con la coda dell’occhio intravedevo la sagoma del suo amico accanto, davvero molto molto alto, forse più di 1,90. A un certo punto, dato che in qualche modo sentivo che costui mi stesse osservando attento mentre parlavo, Pierre ha rotto gli indugi e me l’ha presentato. Ho alzato la testa per guardarlo in faccia, mentre gli stringevo la mano: era Neri Marcorè! La cosa m’è parsa così assurda e la sua espressione sorniona (che ben conosciamo) così esilarante che gli ho praticamente riso in faccia senza ritegno, salutandolo manco fosse un vecchio amico e sbottando nel solito banalotto, trito e ritrito: “Grandissimo!“. Non gli ho saputo dire altro. Pierre allora mi ha chiesto se per caso avrei inserito quella sera qualcosa di Gaber e io gli ho risposto di no, che lo faccio spesso giù in Salento, ma non a Roma. Preso però da quest’afflato gaberiano, ho iniziato a pontificare come un imbecille sulle scontate virtù di Giorgio e sul fatto che bisognerebbe diffondere di più la sua sconfinata opera teatrale, quasi rimproverando chi non lo faceva. Una gaffe colossale e infatti Marcorè mi guardava sempre più sornione, sempre più somigliante a Zapatero: ho saputo solo il giorno dopo che il mitico Neri stava per l’appunto portando in giro uno spettacolo su Gaber.

Ore 22.30: si sale sul palco.
Il locale trabocca di gente. Attacchiamo alla ben e meglio gli strumenti, senza soundcheck.
Mauro Di Maggio prende la parola e mi presenta.
Questi i brani suonati e interpretati:
Stavolta la strofa finale integrativa de “Il negazionista” è stata la seguente:
non esiste un lunedì dei cantautori/ che ci ha preso in ostaggio
non esiste, ve lo giuro su Amadori/ neanche Mauro Di Maggio