SET musicale al “Festival Musicale Analcolico” 2007
27 maggio 2007
20:30
PEGOGNAGA (Mn), Parco Florida
Google Map

Mantova Musica Festival
e Alessandro Sbarbada
presentano

 

 

“FESTIVAL MUSICALE
ANALCOLICO” 2007

 

 

tra gli ospiti:
LUIGI MARIANO

 

 

4 brani eseguiti:
Solo su un’isola deserta
Il negazionista
Cos’avrebbe detto Giorgio?
RAI libera!

 

 

altri ospiti:
Pippo Pollina
Luca Maciacchini
Fabrizio Frabetti

 

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F O T O

 

 

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LE MIE IMPRESSIONI:

Mi porterò dentro con tenera simpatia ed emozione questa mia avventurosa e affascinante capatina nel nord Italia per il Festival Musicale Analcolico, avvenuta in treno (tra andata e ritorno ne avrò presi 5, di treni, se consideriamo tutti i cambi), con chitarra a tracolla sulla spalla destra, borsone da viaggio sulla spalla sinistra e condizioni atmosferiche a dir poco… incerte e variabili.

Sono arrivato a Carpi sabato verso le 20:40 e ho pernottato a casa di mio cugino Francesco. Lui insegna lì alle Medie e gentilmente mi ha ospitato. La domenica, dopo un giretto per Carpi e soprattutto per Fòssoli, dove ho potuto visitare un importante campo di smistamento della seconda guerra mondiale, siam tornati a casa e Francesco mi ha preparato un ottimo e saporito pranzetto, tra doverose ampie discussioni sulle imminenti elezioni comunali di Galàtone.
Dopo pranzo ho preso il terzo treno (stavolta un regionale) e da Carpi ho puntato dritto verso il Mantovano, raggiungendo in una mezz’oretta Gonzaga. Lì, col loro furgoncino, mi attendevano Pippo e il suo fraterno amico Gianni (il “Giovanni” della canzone DUE DI DUE di Pippo), che con grande amicizia e generosità son venuti a prendermi alla stazione e mi hanno dato uno strappo fino a Pegognaga, distante circa sette chilometri da Gonzaga.

Al Parco Florida di Pegognaga ho finalmente avuto la gioia e l’occasione di conoscere il mitico Alessandro Sbarbada, organizzatore del Festival e importante figura di Umanità Nova. Oh, non mi aspettavo fosse così alto: sarà più di 1,90! È un grande (in tutti i sensi, quindi!) e sua moglie e la figlia di due anni sono semplicemente adorabili e deliziose.

Seduti con grande rilassatezza al bar del parco, abbiamo preso un buon caffè io, Pippo, Jean Pierre Von Dach (il suo eccezionale chitarrista), Gianni e l’ottimo Luca Maciacchini, un ragazzo d’oro e un artista immenso, con cui abbiam parlato molto del nostro comune modello e punto di riferimento, Giorgio Gaber. Con Pippo invece s’è discusso un po’ di Sanremo, un po’ del filmato americano sulla pedofilia nella Chiesa e un po’ dell’imminente incontro di Cìnisi.

Poi mi son diretto con lui al soundcheck.

E’ stato molto bello quando all’improvviso, nel parco, mi son visto venire incontro prima Mauro (che s’è fatto 250 km per non perdersi la serata) e, dopo un’ora, Alessandra e Federico, accorsi da Reggio Emilia: con loro mi son sentito proprio a casa! Li ringrazio tanto, mi ha fatto un piacere immenso il loro appoggio e la loro presenza affettuosissima, per me molto molto speciale.

Per fortuna il temuto acquazzone è stato scongiurato e quando, dopo il suggestivo blues cantautorale di Fabrizio Frabetti, è toccato a me di salire sul palco (ero il secondo in scaletta), addirittura il cielo s’è aperto e son spuntate le stelle, con una dolcissima luna di contorno.

Ho iniziato la mia breve esibizione con “SOLO SU UN’ISOLA DESERTA, che ho voluto suonare accompagnandomi con l’armonica.
Ho continuato naturalmente con “IL NEGAZIONISTA”, integrandola con una strofa finale scritta ad hoc per la serata e per Alessandro Sbarbada. Poi “COS’AVREBBE DETTO GIORGIO?” e ho concluso con “RAI LIBERA!”, il mio inno ironico e popolare contro l’occupazione militare della RAI ad opera dei partiti.

Sono stati tutti gentili con me, compreso Pippo, che è venuto ad abbracciarmi con affetto quando sono sceso dal palco.

Dopo di me, Luca Maciacchini ha dato ampio sfoggio della sua enorme bravura, non solo come cantautore, ma anche come attore: per me è uno degli eredi più bravi e talentuosi di Giorgio Gaber. Suona la chitarra classica, canta e recita ad altissimi livelli tecnici; in più, è proprio bravo come autore delle cose egregie che poi porta in scena. Mi ha dato preziosi consigli, che ho ascoltato con estrema attenzione.

Quando poi è toccato a Pippo Pòllina, il pubblico è sembrato all’improvviso essersi moltiplicato, tant’è che ho pensato: “Ma.. questi da dove son spuntati, di colpo? Dagli alberi?”. E sì, Pippo è davvero molto amato dai suoi fan. Ha eseguito una decina di pezzi, alla grande come sempre, e mentre cantava potevo sentire accanto a me l’emozione palpabile di Mauro, avvinto e allibito da ciò che ascoltava. Alla fine, di CD di Pòllina, Mauro se n’è comprati addirittura quattro o cinque, tanto che Pippo, commosso da tanta partecipazione e passione, gli ha lasciato in omaggio anche un DVD.

La serata si è conclusa all’insegna della qualità, con Pietro Nòbile, un chitarrista che non ha bisogno di presentazioni e che ci ha deliziato le orecchie e il cuore, facendo parlare e cantare la sua chitarra acustica in modo sublime, attraverso una splendida carrellata di stili, di sound, di pezzi strumentali, uno più coinvolgente dell’altro. Da restare senza fiato. Un maestro, nel vero senso del termine.

Dopo aver avuto il piacere di conoscere dal vivo Daria, Michela e Fabio di “Umanità Nova” e dopo aver salutato Alessandro, Luca e Pippo, ho preso la via di casa con Mauro, che non solo mi ha regalato “Volta”, l’ultimo di Björk, ma m’ha pure offerto gentilmente un passaggio a Carpi.
Insomma: una domenica perfetta.